11 Maggio 1321 – 11 Maggio 2026: Gaeta celebra la nascita del suo “Faro di Carità”

In occasione dell’anniversario della fondazione dello Stabilimento della SS.ma Annunziata, ripercorriamo le radici di un’istituzione che da sette secoli incarna il cuore pulsante e solidale della città.
Oggi, 11 maggio 2026, la celebrazione del “compleanno” dell’Istituto della SS. Annunziata di Gaeta assume un significato ancora più profondo, cadendo esattamente nel giorno della storica ratifica avvenuta nel 1321.
Oggi non è una data qualunque per la città di Gaeta. Come si legge nel libro di Mons. Paolo Capobianco “L’Istituto della SS. Annunziata di Gaeta attraverso i secoli” L’11 maggio segna il “compleanno” di una delle istituzioni più care alla memoria collettiva e alla fede dei cittadini: l’Istituto della SS.ma Annunziata.
In questo giorno, rievocando i fatti del lontano 1321, la comunità si stringe attorno a quel monumento di arte e di amore che nacque dalla volontà concorde dei nostri antenati, i quali, per la loro lungimiranza e carità, meritarono l’appellativo glorioso di «Cives Caietani filii benedictionis et gratiae» (Cittadini gaetani figli della benedizione e della grazia).
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La storia dell’Annunziata non nasce nel vuoto, ma raccoglie l’eredità di una rete di assistenza già attiva nel Medioevo. Già nel 1210, il Vescovo Egidio operava per la dignità della Chiesa locale, ma era la presenza degli Ordini Cavallereschi a segnare il passo della solidarietà. A Piazza “delle Fonti” (l’attuale Largo Faustiniano), il Sovrano Militare Ordine di Malta gestiva gli ospedali di S. Giovanni e S. Leonardo, dedicati rispettivamente a uomini e donne.
Poco distante, presso l’attuale Molo S. Antonio sorgevano la chiesa e l’ospedale dell’Ordine di S. Antonio di Vienne, specializzato nella cura del “fuoco di Sant’Antonio”, piaga dolorosa di quel tempo.
Tutte queste energie assistenziali confluirono, all’inizio del XIV secolo, nel grande progetto dell’Annunziata. Come ricordano le cronache storiche di Onorato Gaetani d’Aragona e di Pietro Rossetto, nel settembre del 1320 il Comune di Gaeta diede inizio alla fabbrica della chiesa in una località chiamata “Pietramala”, un’area allora situata fuori dalle mura cittadine, oltre la zona di Faustignano.
Il momento di svolta avvenne nel maggio del 1321. Il rappresentante dei cittadini, Tommaso di Tomao, ottenne dal Vescovo Francesco Brun il permesso ufficiale di edificare lo stabilimento. L’accordo fu solennizzato con un atto rogato a Napoli il 2 maggio e ratificato solennemente a Gaeta proprio l’11 maggio 1321, alla presenza del Giudice Jacopo Papa de Gregorio.
Ciò che rende l’Annunziata unica è la sua natura di istituzione civica. Fin dalla fondazione, fu posta sotto l’amministrazione della città, portandone lo stemma con l’aggiunta della fascia bianca con le iniziali A.G.P. (Ave Gratia Plena). Non era solo una chiesa: era un ospedale moderno per l’epoca, capace di quaranta letti, un orfanotrofio e un luogo di accoglienza per le “oblate”.
Il legame con il mare, che allora bagnava due lati della struttura, e la posizione strategica lungo la via pubblica, fecero dell’Annunziata il simbolo di una Gaeta che sapeva guardare oltre le proprie mura per soccorrere gli ultimi.
Celebrare oggi questa data non significa solo fare un esercizio di memoria storica, ma onorare quel patto di solidarietà stretto sette secoli fa. L’Istituto della SS.ma Annunziata resta il testimone silenzioso di una stirpe di cittadini che scelse di investire nella cura del prossimo, lasciandoci in eredità un patrimonio di fede, arte e assistenza che ancora oggi definisce l’identità profonda di Gaeta.
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